Il primo premio dell'edizione 2026 del concorso intitolato ad Agitu Ideo Gudeta è stato assegnato a Sabine Schrott, che gestisce con il marito il maso “Felderhof” a Gais; la cerimonia si è svolta al Centro Vintola a Bolzano e ha riunito agricoltrici, sostenitrici e organizzatrici impegnate a portare avanti la memoria e i progetti di Agitu. La giuria ha valutato l'impegno per la biodiversità, l'innovazione nelle pratiche agricole e la capacità di integrare attività non agricole con la produzione alimentare locale, riconoscendo nel lavoro del Felderhof un modello replicabile per le piccole aziende di montagna. Premio 2026 a Sabine Schrott sottolinea la rilevanza dell'iniziativa nel promuovere percorsi femminili nell'agricoltura sostenibile e il valore delle reti locali tra produttrici. L'assegnazione mira anche a dare visibilità a pratiche che possono aumentare la resilienza delle filiere orticole locali di fronte alle sfide climatiche e di mercato.
Il Felderhof è stato segnalato per la sua produzione agricola biologica e per la conservazione di varietà locali, con coltivazioni che comprendono oltre quattrocento varietà di ortaggi da seme selezionate e mantenute in azienda; la gestione combina tecniche di produzione vegetale, semenze locali e attività di trasformazione e didattica. Questa diversificazione è pensata per rafforzare la sicurezza alimentare locale, attrarre turismo sostenibile e favorire tracciabilità e valore aggiunto per i prodotti; sul piano agricolo il progetto integra pratiche di suolo sano, rotazioni e coperture vegetali per sostenere la fertilità. Oltre 400 varietà di ortaggi emerge come uno degli elementi distintivi premiati, elemento che gli organizzatori considerano strategico per la biodiversità agricola dell'Alto Adige.
Secondo Sabine Schrott, il lavoro per la biodiversità e la conservazione delle sementi è estremamente impegnativo sia per i costi sia per gli oneri burocratici, e spesso non è adeguatamente valorizzato dai sistemi di sostegno esistenti; nel servizio di intervista Schrott ha richiamato l'attenzione sulla necessità di strumenti pubblici e privati che riconoscano il valore ambientale e sociale di queste pratiche. Ha inoltre segnalato come la multifunzionalità del maso — con agricoltura, vendita diretta, attività didattiche e piccole produzioni non agricole — rappresenti una via praticabile per rendere economicamente sostenibile la conservazione delle varietà. Le parole di Schrott mettono in relazione diretta la mancanza di incentivi con la difficoltà delle aziende di mantenere programmi di biodiversità a medio-lungo termine.
Sono stati attribuiti anche altri riconoscimenti legati alla memoria di Agitu e al sostegno all'imprenditoria femminile in agricoltura; i premiati sono stati indicati dagli organizzatori per meriti diversi, dalla gestione agricola sostenibile all'impegno comunitario. Di seguito l'elenco dei riconoscimenti assegnati oltre al primo premio:
1. Premio speciale a Margareth Kaserer, Aspmayerhof sul Renon.
2. Menzione speciale a Lisa Maria Kaser, Hof des Wandels di San Paolo Appiano.
3. Menzione speciale a Sonja Proserpio, Greilhof di Malles.
L'iniziativa è stata promossa da un gruppo di cinque amiche di Agitu che continuano a finanziare e organizzare il concorso come strumento per realizzare le sue aspirazioni sul territorio, favorendo lo scambio di esperienze tra produttrici. Tuttavia, Mancato coinvolgimento agricoltrici trentine è stato segnalato come problema tecnico-organizzativo nella presente edizione a causa del venir meno del sostegno economico da parte della Cassa rurale della Valsugana; le organizzatrici stanno lavorando per ripristinare rapporti e risorse che consentano la partecipazione di aziende trentine nella prossima edizione. L'obiettivo dichiarato è ampliare la partecipazione geografica e settoriale del premio, includendo realtà montane e rurali che praticano agricoltura biologica e conservativa.
Per rafforzare l'impatto del premio e favorire la replicabilità dei progetti vincitori, le promotrici e alcune partecipanti hanno avanzato proposte concrete per il supporto alle aziende che investono in biodiversità e sementi locali; queste proposte mirano a ridurre gli ostacoli amministrativi e a creare percorsi di finanziamento dedicati. Le misure prospettate comprendono l'accesso a fondi specifici, la semplificazione delle procedure per la certificazione biologica e incentivi per attività educative e ricettive connesse all'azienda agricola, elencate di seguito:
1. Aumento del sostegno finanziario dedicato a progetti di conservazione sementi e biodiversità.
2. Semplificazione normativa per piccole aziende biologiche e per il mantenimento di varietà locali.
3. Incentivi territoriali per attività multifunzionali (didattica, agriturismo, trasformazione) legate alla biodiversità.
Il riconoscimento a Sabine Schrott e gli altri premi assegnati rilanciano la discussione sulle politiche locali e regionali per sostenere progetti agricoli innovativi e orientati alla sostenibilità; le esperienze presentate al Centro Vintola evidenziano come pratiche agricole diversificate possano contribuire a occupazione locale, qualità dei prodotti e resilienza ambientale. Le organizzatrici intendono proseguire con eventi di networking, workshop e visite in azienda per diffondere le pratiche premiate e consolidare collaborazioni tra produttori, amministrazioni e istituti di ricerca, con l'obiettivo concreto di aumentare i bandi e le risorse disponibili per il prossimo ciclo di premiazione.
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