Un collare anti-lupo per salvare le mandrie
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Un collare anti-lupo per salvare le mandrie

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Un collare anti-lupo per salvare le mandrie

Zdroj: AGRONEWS Všechny zprávy ze zdroje

Coldiretti Liguria e l'Università di Sassari hanno avviato nel 2026 una sperimentazione mirata a ridurre gli attacchi del lupo su bovini e caprini al pascolo, con l'obiettivo di consentire una convivenza gestibile tra allevamenti e predatori. Il progetto, denominato Dilupoli, combina dispositivi chimici e tecnologici per valutare l'efficacia sul territorio della Val di Vara e della Val di Magra dove la presenza del predatore è stata recentemente segnalata. Questa iniziativa nasce dalla necessità concreta di limitare i costi di ricovero e di protezione del bestiame, che negli ultimi anni hanno spinto alcune aziende a rinunciare al pascolo libero. collari con feromoni viene indicato dagli ideatori come il fulcro della deterrenza biologica da testare sul campo.

La tecnologia principale del progetto prevede l'applicazione di speciali collari che rilasciano feromoni in grado di modificare il comportamento dei predatori, affiancati da sistemi elettronici di disturbo sonoro e luminoso controllati da algoritmi. La sperimentazione ha una durata prevista di due anni e sarà monitorata con fototrappole e altri sensori per raccogliere dati quantitativi su presenza, vicinanza e reazioni del lupo agli stimoli. Il protocollo include monitoraggi regolari e verifiche sui tassi di attacco, sulle perdite economiche aziendali e sui comportamenti del bestiame sottoposto ai dispositivi. sperimentazione biennale definisce la finestra temporale utile per una valutazione robusta.

Le aziende pilota selezionate coprono aree diverse della provincia per valutare l'efficacia su micro-terreni con diversa morfologia, livello di pascolo e pressione da parte di altre specie selvatiche come cinghiali e nutrie. Tra gli obiettivi pratici c'è la verifica dell'usabilità quotidiana dei collari su mucche, vitelli, capre e la valutazione del loro impatto sul benessere animale e sulle attività di gestione aziendale. I tecnici valuteranno anche il rapporto costo/beneficio per stabilire possibili modelli di diffusione su scala regionale o nazionale, tenendo conto degli oneri per montaggio, manutenzione e sostituzione dei dispositivi.

1. Faunis, spin-off dell'Università di Sassari, responsabile della calibrazione biologica dei feromoni e del coordinamento scientifico del progetto.

2. PSR & Innovazione Liguria, incaricata di consulenza e trasferimento tecnologico verso le aziende agricole.

3. Azienda agricola Patrizia Federigi (Genova) come partner sperimentale.

4. Azienda agricola Chinela di Sonia Zappettini (Varese Ligure) impegnata nelle prove in aree con segnalazioni di lupi.

5. Azienda di Maura Donati (provincia di Imperia) per test su animali da latte e pascolo estensivo.

Paolo Campocci, direttore di Coldiretti Genova e La Spezia, sottolinea che la presenza del lupo è un dato di fatto e che la deterrenza deve essere valutata in campo prima di ogni estensione. Campocci precisa che il lupo tende ad accentrarsi in spazi di pascolo e non si muove come il cinghiale su superfici ampie, dunque le contromisure devono essere calibrate localmente. Nel progetto si considerano anche aspetti normativi e di tutela: il lupo è specie protetta e ogni intervento deve rispettare le normative nazionali ed europee sulla conservazione della fauna selvatica.

Le modalità di raccolta dati includono l'uso di fototrappole per mappare i percorsi del predatore, sensori di prossimità per misurare avvicinamenti ai recinti di pascolo e registratori ambientali per analizzare le risposte ai segnali acustici e luminosi. Sono previste attività di formazione per gli allevatori sul corretto utilizzo dei collari e sulle procedure di manutenzione dei dispositivi; inoltre saranno stimati i tempi operativi necessari per mettere o togliere i collari durante le normali attività aziendali. dispositivi con IA e luci indica la combinazione tecnologica che verrà sperimentata per attivare deterrenti reattivi e non permanenti.

Il monitoraggio porterà indicatori misurabili come il numero di attacchi prima e dopo l'applicazione, il calo percentuale delle perdite e i costi diretti di gestione aggiuntiva per azienda pilota; questi dati serviranno a elaborare linee guida per possibili finanziamenti o misure di sostegno regionale. I risultati attesi sono una riduzione significativa degli episodi predatori nelle aziende coinvolte e la definizione di protocolli replicabili in contesti simili, compatibili con la conservazione del predatore e la sostenibilità economica degli allevamenti. Il progetto proseguirà con report periodici e la possibilità di adeguare i dispositivi in base ai feedback raccolti in campo

Foto - www.lanazione.it

Témata: Bovini, Ovini & Caprini, IA & Agricoltura digitale

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