Castelli (Coldiretti): 'Tutelare il Made in Italy, etichette chiare'
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Castelli (Coldiretti): 'Tutelare il Made in Italy, etichette chiare'

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Castelli (Coldiretti): 'Tutelare il Made in Italy, etichette chiare'

Zdroj: AGRONEWS Všechny zprávy ze zdroje

Secondo Simone Castelli, presidente provinciale di Coldiretti Grosseto, la mobilitazione al valico del Brennero nel 2026 rappresenta un segnale forte per la difesa delle produzioni italiane e il diritto dei consumatori a sapere cosa acquistano. La protesta ha visto la partecipazione massiccia di agricoltori toscani e nazionali e si è concentrata sulla richiesta di maggior trasparenza nell'origine delle materie prime alimentari e sulla revisione del codice doganale europeo. Oltre 10mila agricoltori presenti sintetizza l'entità della mobilitazione a livello nazionale e la pressione sull'Unione europea per modifiche normative. Castelli ha sottolineato che la battaglia non è solo economica ma anche legata a salute, qualità e identità del territorio.

Durante il presidio sono stati mostrati esempi concreti che, secondo Coldiretti, evidenziano distorsioni nel mercato causate dal principio dell'ultima trasformazione sostanziale applicato oggi nella normativa europea. I controlli su mezzi pesanti in transito hanno portato all'individuazione di carichi destinati alla trasformazione in Italia, fatti che gli organizzatori usano per sostenere la necessità di regole più stringenti. Principio dell'ultima trasformazione è il nodo politico e tecnico al centro delle critiche, perché permette che materie prime straniere acquisiscano una nazionalezza formale dopo lavorazioni anche minime.

Fra i prodotti rinvenuti nei camion segnalati da Coldiretti ci sono esempi concreti che illustrano il problema:

1. Cosce di maiale provenienti dal Nord Europa.

2. Frutta spagnola diretta a stabilimenti italiani.

3. Materie prime extraeuropee per l'industria alimentare.

Questi riscontri vengono usati dall'organizzazione per evidenziare come la catena produttiva nazionale possa essere bypassata a vantaggio di processi che spostano valore e prezzi fuori dal paese.

Al centro delle richieste c'è l'introduzione dell'obbligo di indicare l'origine per tutte le materie prime impiegate nei prodotti alimentari commercializzati nell'UE, una misura che Coldiretti ritiene essenziale per garantire concorrenza leale e trasparenza verso i consumatori. I settori maggiormente implicati, secondo l'associazione, comprendono prodotti trasformati di larga diffusione:

1. Sughi e conserve.

2. Piatti pronti.

3. Surgelati.

4. Insaccati.

L'assenza di etichettature chiare su questi prodotti, sostiene Coldiretti, influisce su prezzi, reputazione e possibilità di scelta del pubblico.

La mobilitazione ha visto la partecipazione di circa 500 agricoltori dalla Toscana, guidati da rappresentanti locali come Castelli, e si è svolta parallelamente ad altre iniziative di protesta e dialogo istituzionale incentrate sulla riforma del codice doganale. Obbligo di indicare l'origine riassume la richiesta politica più pressante: una modifica normativa che renda trasparente la provenienza delle materie prime a monte della filiera. Sul piano pratico, Coldiretti chiede interventi che vadano dalla normativa europea a controlli più stringenti nelle fasi di ingresso e trasformazione delle materie prime.

I rappresentanti locali hanno sollecitato anche il coinvolgimento delle amministrazioni regionali e comunali per sostenere le imprese agricole e la promozione delle produzioni territoriali come leva di sviluppo economico e culturale. Dal punto di vista economico, la richiesta mira a contrastare l'erosione dei margini delle aziende agricole dovuta alla competizione con prodotti che, secondo gli agricoltori, non competono su pari condizioni. Coldiretti annuncia che parallelamente alle proteste continuerà il lavoro tecnico e legale per portare proposte concrete nelle sedi istituzionali europee.

La questione rimane aperta nei tavoli di confronto con Bruxelles e con le autorità nazionali: la modifica del principio dell'ultima trasformazione e l'estensione dell'obbligo di etichettatura implicano interventi legislativi e adeguamenti dei controlli doganali. Le prossime mosse prevedono proposte tecniche di tracciabilità più rigorosa, campagne informative verso i consumatori e richieste formali alle istituzioni per definire regole che tutelino filiere, qualità e trasparenza, senza penalizzare le imprese virtuose del territorio.

Foto - www.lanazione.it

Témata: Etichettatura alimentare, Frodi alimentari & Italian Sounding, Commercio internazionale

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