Legambiente chiede alla Toscana di accelerare l'agrivoltaico
close_up

Tyto stránky používají soubory cookie. Zjistěte více o účelu jejich použití a o změně nastavení souborů cookie ve Vašem prohlížeči. Používáním těchto stránek souhlasíte s používáním souborů cookie v souladu s aktuálním nastavením prohlížeče Zjistěte více o souborech cookie

Legambiente chiede alla Toscana di accelerare l'agrivoltaico

Doba čtení: přes 4 minut

Legambiente chiede alla Toscana di accelerare l'agrivoltaico

Zdroj: AGRONEWS Všechny zprávy ze zdroje

Secondo Legambiente, la Regione Toscana deve accelerare gli iter autorizzativi e individuare nuove aree idonee per l’agrivoltaico, promuovendo progetti che mettano gli agricoltori al centro delle scelte. L’associazione indica l’agrivoltaico non come semplice tecnologia energetica, ma come strumento per rafforzare la resilienza delle aziende agricole di fronte alla crisi climatica e per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. oltre 200 impianti europei è il dato che Legambiente cita per inquadrare la dimensione continentale del fenomeno, mentre in Italia il quadro è segnato da importanti progetti finanziati a livello nazionale. L’appello è emerso nel Forum nazionale sull’agrivoltaico promosso dall’associazione e declinato sulle esigenze specifiche della Toscana, regione fortemente esposta a siccità e stress idrico. Le richieste vanno oltre la semplice autorizzazione: servono regole chiare, pianificazione territoriale e qualità progettuale per evitare conflitti d’uso e impatti negativi sul paesaggio agrario.

La Toscana, sottolinea Legambiente, è un laboratorio ideale per sperimentare modelli integrati che coniughino produzione agricola ed energia rinnovabile, proprio perché il comparto agricolo sta già subendo effetti misurabili del cambiamento climatico. Eventi meteorologici estremi, stagioni sempre meno prevedibili e maggiore pressione sulle risorse idriche richiedono soluzioni che migliorino l’adattamento delle colture; l’agrivoltaico può offrire un contributo concreto se progettato sulle specificità colturali e aziendali. L’associazione evidenzia che la transizione deve tenere insieme tutela del suolo, paesaggio, biodiversità e reddito agricolo, evitando approcci puramente restrittivi o frammentati tra competenze regionali e nazionali. Per questo motivo la proposta regionale deve essere costruita con la partecipazione diretta delle comunità rurali e con il coinvolgimento di agronomi e tecnici energetici.

Sul piano tecnico e agronomico, Legambiente sollecita standard progettuali che consentano l’effettiva convivenza tra pannelli e colture, favorendo pratiche che limitino l'erosione, mantengano la fertilità del suolo e ottimizzino l'uso dell'acqua. Le evidenze sperimentali citate dall’associazione mostrano come l'ombreggiamento parziale dei pannelli possa ridurre i consumi idrici e mitigare lo stress termico su alcune colture, con possibili incrementi produttivi in condizioni selezionate. L’integrazione con tecnologie di agricoltura di precisione e sistemi di monitoraggio può inoltre migliorare la gestione irrigua e la programmazione delle operazioni colturali. La domanda posta da Legambiente è chiara: non basta autorizzare impianti, bisogna definire criteri che garantiscano co-benefici per le aziende agricole e il territorio.

I numeri presentati nel dossier evidenziano una fase di crescita del settore: in Italia il PNRR sostiene oltre 700 progetti per circa 2 GW di potenza progettata e c’è l’obiettivo, a livello nazionale, di installare nuovi impianti nel prossimo futuro. Questi elementi sottolineano l’urgenza di superare ritardi autorizzativi e frammentazione normativa tra Regioni per evitare che la crescita progettuale si traduca in conflitti locali o in interventi di bassa qualità. PNRR sostiene oltre 700 progetti è la leva finanziaria che Legambiente invita a tradurre in piani territoriali coerenti, mentre la pianificazione deve essere in grado di indicare aree compatibili, vincoli paesaggistici e criteri agronomici. Allo stesso tempo, si richiede trasparenza sui criteri di selezione dei progetti e garanzie che gli agricoltori partecipino attivamente alle scelte, anche attraverso forme contrattuali e modelli di reddito condiviso.

benefici su consumi idrici rappresenta uno dei principali argomenti tecnici a favore dell’agrivoltaico nelle condizioni mediterranee, ma Legambiente avverte che i benefici dipendono dalla corretta progettazione e dalla selezione delle colture più adatte. Per evitare impatti negativi è necessario definire limiti strutturali, come altezza minima delle installazioni per garantire le pratiche agricole meccaniche, sistemi per la gestione delle acque meteoriche e prescrizioni per la conservazione del suolo. Inoltre, l’associazione chiede di integrare l’agrivoltaico con misure di digitalizzazione e innovazione in azienda, per massimizzare il valore aggiunto per gli agricoltori e per tenere sotto controllo indicatori di sostenibilità.

Legambiente formula una serie di richieste operative rivolte alla Regione Toscana, puntando su tempi certi e su una pianificazione che identifichi aree idonee oltre quelle definite a livello nazionale. Le richieste principali sono:

1. Accelerare e semplificare gli iter autorizzativi mantenendo criteri di qualità progettuale.

2. Individuare aree idonee aggiuntive con mappature agronomiche e paesaggistiche.

3. Introdurre criteri minimi obbligatori per la coesistenza colture-pannelli.

4. Garantire la partecipazione degli agricoltori fin dalle fasi progettuali.

5. Favorire sperimentazioni e misurazioni tecniche su parcelle rappresentative.

Questi punti devono tradursi in strumenti regionali vincolanti e in procedure trasparenti per la valutazione dei progetti.

Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana e responsabile paesaggio, sottolineano la necessità di far nascere progetti da competenze integrate e di evitare che gli agricoltori restino semplici spettatori. I rappresentanti ricordano come l’agrivoltaico possa essere una leva per diversificare il reddito aziendale e per introdurre innovationi gestionali, ma solo se accompagnato da formazione, sostegno tecnico e regole condivise. L’appello regionale mira a costruire modelli replicabili che possano diventare esempi di integrazione positiva tra produzione agricola, tutela del paesaggio ed energie rinnovabili, riducendo i rischi associati a interventi non pianificati.

La partita in Toscana viene descritta come decisiva per definire il modello di sviluppo agrario ed energetico da adottare nei prossimi anni: serve un mix di rapidità autorizzativa, qualità progettuale e partecipazione territoriale per trasformare l’agrivoltaico in uno strumento di adattamento climatico e di rilancio del settore primario. Le proposte di Legambiente aprono una discussione tecnica e politica sulla governance del fenomeno, richiedendo alla Regione scelte che sappiano coniugare innovazione, tutela del territorio e futuro delle comunità rurali.

Foto - www.greenreport.it

Témata: Agricoltura sostenibile, Cambiamento climatico, Gestione idrica & Irrigazione

Agronews

Zprávy k tématu

Zapomněli jste heslo?

Kontaktovat redakci